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Storie e leggende lucchesi

Il calcio ai tempi della Repubblica Lucchese
Probabilmente sembrerà strano che si giocasse a calcio in squadre da centocinquanta giocatori. Eppure così era, al tempo dell’antica Repubblica Lucchese, sebbene in realtà si possano trovare molte somiglianze tra lo sport attuale e l'antico "Gioco del Pallone al Calcio". Prima di tutto c'erano già i capitani, che però appartenevano alle famiglie nobili, mentre la "truppa" era composta dal popolo; poi, pare che calci e pugni non venissero lesinati tra giocatori avversari, cosa che come sappiamo continua anche al giorno d’oggi. C’era già anche l’arbitro, anzi ce n’erano due; non sappiamo come si mettessero d’accordo in caso di diversa valutazione, o se già all’epoca qualcuno li apostrofasse in modo poco elegante dopo una decisione non gradita. Leggermente differente invece era il gol, che veniva segnato mandando la palla non in una rete ma oltre la corda che delimitava il fondo del campo avversario.
Il gioco veniva praticato in tutte le festività più importanti; il campo si allestiva, con tanto di tribune, a "Piaggia Romana", la zona adiacente alle mura dove ora si trova il Giardino Botanico.
Notevole l’esibizione dell’11 aprile 1709, alla quale assistette il re di Danimarca Federico IV, che pare però fosse distratto dal ricordo della dama lucchese invano amata qualche tempo prima. Come si vede, a quei tempi perfino il gossip era già simile all’attuale!


Indice
Santa Zita e la porta dell’Angelo
La voragine aperta sull'inferno nella chiesa di S. Agostino
La Madonna dipinta sulle mura perdona il soldato blasfemo
Porta S. Donato, 1845: l’ultima ghigliottina in azione
La mannaia che risparmiò un innocente
Il calcio ai tempi della Repubblica Lucchese
Il Miracolo del Pan del Lupo
La "pietra del diavolo" a Palazzo Bernardini