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Storie e leggende lucchesi

La mannaia che risparmiò un innocente
Nel medioevo una delle icone più venerate dalla cristianità europea era il Volto Santo, il crocifisso ligneo conservato nella cattedrale di San Martino a Lucca.
Un pellegrino passava, nell’anno 1334, per le campagne di Pietralunga (Umbria), e fermatosi a soccorrere un moribondo, assalito e ferito a morte da ignoti malviventi, venne trovato lì da gente del luogo ed accusato di essere l’assassino. Nonostante le sue proteste, venne tratto in arresto e, sottoposto a tortura, costretto a confessare un delitto che non aveva commesso.
Si narra che il giorno prima dell’esecuzione il pellegrino pregò la Santa Croce, promettendo che in caso di salvezza, dopo esser andato a Roma a visitare i santi Apostoli, avrebbe per il resto della vita accudito la cappella dove il crocifisso è conservato. Nel sonno, poi il Volto Santo gli apparve e disse che non aveva da temere, ché il colpo vibrato dal carnefice sarebbe stato fermato dal Suo piede.
Il giorno dopo, infatti, il boia non riuscì a decapitarlo, per tre volte calò la scure e per tre volte il collo del prigioniero rimase intatto, anzi alla fine il filo della mannaia era piegato come se avesse percosso una durissima roccia.
Apparso quindi evidente  il miracolo, il pellegrino venne liberato e mantenendo la sua promessa si fermò in seguito a Lucca, dove ancora oggi la mannaia è conservata in una teca accanto alla cappella del Volto Santo.
A Pietralunga, invece, il fatto è ricordato in una vivace e importante manifestazione popolare detta "il palio della mannaja"


Indice
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